Supercomputer, Pechino supera gli Usa e rilancia la sfida tecnologica globale

Per la prima volta dal 2017, la Cina torna in vetta alla classifica mondiale dei supercomputer. Il sistema LineShine, installato presso il National Supercomputing Center di Shenzhen, ha conquistato il primo posto nella graduatoria TOP500, superando l'americano El Capitan, finora leader del settore.
Secondo i dati del progetto TOP500, LineShine raggiunge una potenza di 2,198 exaflop, pari a oltre due quintilioni di calcoli al secondo. Insieme a El Capitan e ad altri tre sistemi statunitensi, è uno dei soli cinque supercomputer exascale al mondo con prestazioni verificate pubblicamente.
Una delle caratteristiche distintive del supercomputer cinese è l'utilizzo esclusivo di processori tradizionali (CPU), senza ricorrere alle GPU normalmente impiegate nelle applicazioni di intelligenza artificiale. Il sistema richiede circa 42,2 megawatt di energia per funzionare.
I supercomputer svolgono un ruolo cruciale nella ricerca scientifica, consentendo di affrontare problemi complessi come la scoperta di nuovi farmaci, le previsioni climatiche e la simulazione di fenomeni cosmici. Sono inoltre fondamentali per lo sviluppo e l'addestramento dei modelli di intelligenza artificiale.
L'Europa mantiene una presenza significativa nella top 10 con quattro sistemi, anche se il tedesco Jupiter è sceso al quinto posto. Tra i Paesi rappresentati nelle prime venti posizioni figurano anche Italia, Svizzera, Spagna, Finlandia, Paesi Bassi e Regno Unito.
Sul fronte politico, il premier cinese Li Qiang ha difeso i progressi tecnologici del Paese durante il World Economic Forum di Dalian, sostenendo che l'ascesa dell'industria high-tech cinese debba essere considerata un'opportunità globale e non una minaccia. Li ha inoltre respinto le critiche occidentali sui sussidi statali, affermando che l'innovazione cinese può favorire una più ampia diffusione delle tecnologie avanzate e benefici condivisi a livello internazionale.
Nel frattempo, l'Unione europea punta a rafforzare la propria competitività con un piano da 20 miliardi di euro destinato allo sviluppo di infrastrutture di supercalcolo e gigafactory per l'intelligenza artificiale.
© 𝗯𝘆 𝗔𝗻𝘁𝗼𝗻𝗲𝗹𝗹𝗼 𝗖𝗮𝗺𝗶𝗹𝗼𝘁𝘁𝗼
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