Il grande paradosso del "Low-Social": disintossicarsi davanti a un milione di spettatori
Nuova era, nuovi disagi: la Generazione Z ha finalmente scoperto il brivido di spegnere lo smartphone per abbracciare la Low-Social Life. Basta algoritmi, basta notifiche, largo alle passeggiate solitarie nei boschi, ai libri di carta polverosi e ai silenzi contemplativi. Peccato che l'illuminazione mistica arrivi rigorosamente in formato reel da novanta secondi, girato con anello luminoso e voice-over sussurrato.
L’autenticità offline non vale nulla se non viene rigorosamente documentata online. Ecco quindi il manifesto della decrescita digitale: un carousel di dodici foto in bianco e nero, rigorosamente curate con filtri vintage, che urlano disperate al mondo: "Ehi, guardate quanto sono distaccato dai social!".
Il guru del low-profile pubblica tre video al giorno per spiegare come ha imparato a ignorare le notifiche, raccogliendo orde di fan plaudenti che commentano: "Sei un'ispirazione, anch'io voglio disconnettermi!", rigorosamente senza staccarsi dallo schermo.
Insomma, un capolavoro di coerenza: la nuova frontiera dell'anti-marketing è fondare una religione sul "non esserci", purché si faccia il botto di visualizzazioni. Dopotutto, se un eremita va nei boschi e nessuno mette un cuoricino, l'eremita è davvero esistito?
© 𝗯𝘆 𝗔𝗻𝘁𝗼𝗻𝗲𝗹𝗹𝗼 𝗖𝗮𝗺𝗶𝗹𝗼𝘁𝘁𝗼
Tutti i diritti riservati | All rights reserved
Avvertenze legali
I testi, le informazioni e gli altri dati pubblicati in questo sito nonché i link ad altri siti presenti sul web hanno esclusivamente scopo informativo e non assumono alcun carattere di ufficialità.
Non si assume alcuna responsabilità per eventuali errori od omissioni di qualsiasi tipo e per qualunque tipo di danno diretto, indiretto o accidentale derivante dalla lettura o dall'impiego delle informazioni pubblicate, o di qualsiasi forma di contenuto presente nel sito o per l'accesso o l'uso del materiale contenuto in altri siti.








