Il Ponte sullo Stretto: la prima opera d’arte contemporanea che esiste solo nei sogni (e nei bilanci)
Il Ponte sullo Stretto è ormai l'opera d'arte contemporanea più concettuale d'Italia: esiste ovunque nei render, nei decreti, nelle conferenze stampa e nei proclami politici, tranne che nel posto in cui dovrebbe sorgere. Una straordinaria installazione artistica sospesa tra Sicilia e Calabria, dove l'unica cosa realmente visibile è il dibattito infinito sulla sua realizzazione.
Da decenni assistiamo a un fenomeno scientificamente inspiegabile: cambiano i governi, si aggiornano i progetti, si rinnovano le promesse, ma il ponte continua a rimanere rigorosamente virtuale. Ogni tanto ricompare come una fenice, accompagnato da miliardi di euro, annunci trionfali e rendering talmente spettacolari da far sembrare già inaugurata persino l'area di servizio.
Nel frattempo, si discutono costi, autorizzazioni, impatti ambientali, espropri e problemi geologici. Insomma, tutto procede secondo programma, almeno sulla carta. Perché tra una conferenza e un tavolo tecnico, il cantiere più attivo sembra essere quello delle dichiarazioni politiche.
Eppure, bisogna riconoscere al progetto un merito straordinario: è riuscito a collegare generazioni di italiani, accomunati dalla stessa esperienza. I nonni ne hanno sentito parlare, i genitori lo hanno aspettato e i nipoti probabilmente lo studieranno nei libri di storia come il più grande esperimento nazionale di costruzione dell'attesa.
C'è chi sostiene che sarà un'infrastruttura strategica, chi lo considera uno spreco e chi teme che, una volta terminato, bisognerà costruire anche tutto il resto per renderlo davvero utile. Ma una certezza c'è: se l'obiettivo era dimostrare che in Italia si può discutere per decenni di un ponte senza attraversarlo, il risultato è già stato raggiunto.
A questo punto, perché avere fretta? Potremmo persino organizzare l'inaugurazione del ponte prima di costruirlo. Con tanto di taglio del nastro, autorità, fotografi e buffet. Naturalmente su entrambe le sponde, così nessuno dovrà affrontare il disagio di attraversarlo.
D'altronde, in Italia anche le grandi opere hanno bisogno di tempo. E il Ponte sullo Stretto, più che un collegamento tra due regioni, sembra ormai un collegamento diretto tra la promessa elettorale e l'eternità.
© 𝗯𝘆 𝗔𝗻𝘁𝗼𝗻𝗲𝗹𝗹𝗼 𝗖𝗮𝗺𝗶𝗹𝗼𝘁𝘁𝗼
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